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Argomento: Artisti da mostrare:

News : Intervista a Daniele Baldelli

  Inviato da Romano il 10/6/2008 20:47:16 (10144 visite)

Daniele Baldelli, personaggio emblematico del mondo dei dj's tra i primi protagonisti italiani della consolle e un esperienza quasi quarantennale nel mondo delle discoteche.
Il sito ufficiale: http://www.danielebaldelli.com/
il Myspace personale: http://www.myspace.com/djdanielebaldelli

 


Ecco l'intervista esclusiva rilasciata da Daniele Baldelli a Dance70


Ciao Daniele quando hai iniziato esattamente a mettere dischi?"
"Nel 1969"

Nel 1969...e cosa mettevi?
"A quell'epoca suonavo praticamente..a parte che..ti spiego non si mixava neanche..."
Ovviamente nel '69 non si mixava è naturale certo, però dico cosa si passava beat, rock, hard rock?"
"Allora quando io suonavo si metteva principalmente..beh.. c'erano due correnti musicali..correnti?? situazioni musicali..una era tutta la musica nera, la musica black, rhythm and blues, e quindi si parla di Wilson Pickett, Aretha, Rufus, Johhnie Taylor, Etta James.. e poi c'era la musica bianca, diciamo così, quindi tutti quei gruppetti magari provenienti soprattutto dall'Inghilterra, credo, anche nomi che magari non esistono più, Atomic Rooster, Uriah Heep, gli Stones..."

Mettevi musica bianca, nera o tutte e due?
"Tutte e due..beh si sai a quell'epoca non c'era distinzione; si metteva la musica per ballare, ad esempio c'era un gruppo i Crazy Elephant che fecero un pezzo che si chiamava Gimme gimme good love in che era una canzonetta, però era molto simpatica molto ballabile insomma..."

"Parlavate in discoteca? "
“No, io assolutamente no, non mi è mai piaciuto quel modo di fare il dj; io mettevo solo dischi, però mi ricordo che al Tabù diciamo nel 72--73, a Cattolica...la discoteca aveva un impianto televisivo a circuito chiuso, uno dei primi all'epoca, i videoregistratori erano tipo delle lavatrici e allora riuscivamo a registrare da Radio Capodistria che era l'unica radiotelevisione che mandava in onda i concerti. Io avevo tirato giù un concerto di James Brown e ti dico che per un paio d'anni, il clou della serata era un'ora di James brown in diretta dal concerto e io lì mettevo il microfono e praticamente facevo l'imbecille e doppiavo Bobby Byrd, sempre in inglese.."

 


Quindi non hai mai parlato in discoteca?"
“No ho sempre messo dischi. Io sono di Cattolica e ho cominciato da qui...allora sai, non si poteva neanche dire che ero un dj, ero all'altezza del cameriere, del barista, della donna delle pulizia, ero quello che metteva i dischi.
“La Tana" dove ho cominciato, aveva aperto un anno prima; io ci andavo come cliente, ero un ragazzino, avevo 16 anni, e diciamo prima di me c'era un ragazzo che metteva i dischi però si vede che questo non so.. non era in buoni rapporti con il titolare q quest'ultimo mi vedeva sempre attaccato a quella che allora non si chiamava neanche consolle.. sembrava una cosa da giornalaio perché c'erano messi tutti questi dischi accatastati come giornali.. e allora mi vedeva sempre attaccato lì e poiché l'altro ragazzo andava via mi ha chiesto lui: “Vuoi venire te?” e io ho detto “come no: certo!”
e ho cominciato così..che poi i dischi erano già tutti i pronti, la scaletta la faceva lui, aveva tutti questi dischi in fila, diceva “se cominci questa fila la devi finire”, erano stati messi con un certo criterio, da considerare che c'erano cinque veloci e cinque lenti, si facevano anche i lenti allora" "quindi tipo muratore, metti questo mattone" "sì e tu eseguivi quello che ti dicevano di fare... diciamo che questo bancone di regia era quasi una estensione del bancone bar!”

Ricordi il primo o i primi dischi che hai comprato?
“Si comprava per lo più musica italiana..il primo disco straniero che acquistai era un 45 di Bob Dylan, poi col passare del tempo scoprivi altre cose... compravo un po di tutto anche se io facevo una distinzione tra la musica che mettevo in discoteca e quella che ascoltavo a casa.. a casa sentivo Crosby, Stills, Nash and Young, Genesis, Frank Zappa, anche cose sperimentali,mentre in discoteca la prima cosa che ho fatto quando sono passato al mio secondo locale, il"Tabu"...(i dischi li compravano proprio i locali)..allora dissi al titolare del Tabù, all'epoca prendevo 1000 lire a servizio e facevo 3 servizi a settimana, sabato sera, domenica pomeriggio e sera i dischi, i 45 giri costavano 300 lire, quindi dissi al titolare invece di darmi 1000 dammi lire a servizio dammene 1500 e i dischi li compro io..chiaramente spendevo tutto in dischi; non è che ne compravi tanti però finalmente potevo scegliere io.”

Hai fatto sempre il dj:
“Sì sempre e solo il dj ..adesso sono quasi 40 anni : 1969-2009”

Quando hai capito che questa sarebbe diventato il tuo lavoro?
“Ma..sinceramente le cose si sono evolute da sole..ho fatto le superiori al liceo scientifico, dopo il diploma mi sono iscritto alla facoltà di Agraria e nel frattempo facevo il dj..a un certo punto a 26-27 anni.. sono stato ripetente al liceo perché studiavo poco... lavoravo già come dj e facevo sempre tardi..mentre ero iscritto all'università mi arriva la Baia degli Angeli, quindi il lavoro era diventato troppo importante e impegnativo e ho lasciato lo studio: era il 1977."


Compravi molta musica in quel periodo?
“Ho sempre comprato tanta musica..ho speso 450 euro anche ieri: per un po di dischi anni 70..pensi sempre di averli tutti ma non capisco come questi dischi anni 70 continuano a scappar fuori..non lo so..o li falsificano..!
Alcuni dischi (mi elenca alcuni titoli ndr) li ho già... Andre Brasseur, Jo Bisso, a volte li compro 3-4 volte... ho 60000 dischi ma ne ho catalogati solo 18000 e faccio prima a ricomprarli così li trovo prima!”

 

C'è un periodo in cui lavoravi meglio e la musica ti piaceva di più?
“Guarda ti posso dire una cosa e senza peli sulla lingua: ..guarda io stranamente non riesco a fare questa distinzione tra passato e presente..anche perché non ho mai cambiato stile: domani ad esempio a Roma a Dissonanze festival e suonerò tutta musica elettronica tipica del Cosmic, mentre magari a Padova qualche giorno fa ho fatto una serata completamente 70: io ho due tipi di serata: una che chiamo Cosmic e l'altra che chiamo Funk and Disco..praticamente non smetto mai di..cioè cose nuove ne metto poche.."

Quindi metti anche musica nuova?
“No, no..per musica nuova intendo...cioè io metto dei dischi che magari sono realizzati adesso ma ono fatti alla vecchia maniera ..c'è un basso un sax cioè magari è mezzo house ma suonato.. poi non faccio distinzioni di annata, durante le serata..metto un disco del '77 con uno del 97..poi torno al 1984 e subito dopo lo mixo con uno comprato l'altro ieri...per me l'importante è come stanno insieme..molta musica tecno, chiamiamola così perché poi io non so definire le varie correnti...io a volte i pezzi da 45 giri li suono a 33 giri e quindi li adatto al mio stile..diventa praticamente musica elettronica stile Cosmic; considera poi...una volta con il Revox mi editavo i pezzi che passavo, li tagliavo, cucivo, editavo; adesso col pc faccio prima: se uno ha fatto un pezzo e a me piacciono solo i 3 minuti centrali lo edito e lo rifaccio come piace a me..."

Con cosa lavori di più vinile o CD?
“Non mi faccio nessun problema, per me è indifferente..c'è un sacco di gente che mi rompe le balle: "eh ma non metti i vinili... e io gli dico: "ascolta..non guardare ma ascolta" che ***** te ne frega se sono Cd o vinili: l'importante è la musica!”

Grazie Daniele
“Grazie a te!”
 

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